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Tai ji quan

“Anche se ci sono rocce e radici d’albero, increspandosi,
solo increspandosi lungo il corso, l’acqua scorre”
 
Wariko Kai 
 
 
Il Taijiquan è, nelle sue origini e per gran parte della sua storia, un’arte marziale.
I suoi più noti ed importanti esponenti sono stati, innanzitutto, dei grandi combattenti. Ed ogni gesto, riprodotto nelle loro tanto apprezzate “forme “, trova inequivocabilmente una sua applicazione marziale più o meno mascherata.
 
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Nel suo processo di diffusione-contaminazione, ha poi assunto altri significati e possibili interpretazioni. Oggi il Taijiquan è soprattutto sinonimo di salute e benessere. Ricerche scientifiche, ricerche di validazione scientifica. L’arte del combattimento si è spostata più verso scenari interiori. I nemici, oggi, si chiamano stress, ansia, disturbi cardiovascolari, Low Back Pain … Armonia ed equilibrio con se stessi e con ciò che ci circonda, le nuove-vecchie mete.
 
Arte del combattimento come danza sciamanica. L’ultima danza. Come meditazione in movimento. Come pretesto per stare semplicemente insieme. E perché no.
 
Arte del combattimento animata dai “principi del Taiji”. Da principi spirituali ed etico-filosofici. Da principi salutistici. Da ragioni sociali e politiche, del periodo storico attraversato. Da ragioni di sussistenza e di preservazione di un “mestiere e dei suoi segreti” all’interno di una famiglia.
 
Difficoltà di comprensione ed assimilazione di un’antica visione sulla genesi del mondo. Difficoltà di traduzione, di translitterazione ed interpretazione dei termini. Difficoltà di trasposizione culturale. Ma “…increspandosi, solo increspandosi lungo il corso, l’acqua scorre.”
 
Il Taijiquan giunto a me e qui proposto è riconducibile, almeno nella sua gestualità apparente, al Taijiquan stile Yang secondo l’interpretazione di un certo Vittorio Bottazzi. 
Contaminato poi, inevitabilmente, dalle mie altre esperienze psico-corporee e passibile di ulteriori sviluppi futuri, laddove avrò modo d’incontrare persone disposte al confronto ed alla collaborazione.
 
Dal punto di vista didattico, la trasmissione della “forma” (concatenazione armoniosa di tecniche) avverrà gradualmente, dopo aver consolidato i “parametri posturali di sicurezza” nella pratica degli esercizi propedeutici.
Imprescindibili, prima di portare il corpo in movimento nello spazio. L’aspetto marziale rappresenterà solo un piano di misurazione e verifica, mai un obiettivo. L’aspetto legato alla sfera della salute e del benessere, anche qui, fungerà squisitamente da “cartina tornasole” sulla bontà del lavoro svolto.
 
Incontro-confronto-conoscenza attraverso il Taijiquan. Ricerca.
Questo è ciò che mi è rimasto, dopo aver perso tutto…qualche anno fa. 
Niente di più prezioso.